Instagram

La risposta da Instragram non aveva codice 200.

Follow!

Tag

Archivi

Villa Katsura

Visitare questa villa imperiale (Katsura-Rikyu), il cui giardino è considerato il più bello in stile giapponese, è un “must” per chi vuole immergersi e comprendere la splendida architettura paesaggistica di questo paese.
Architetti come Le CorbusierFrank Lloyd Wright visitandola sono rimasti impressionati e affascinati dalla modernità e dalla gestione degli spazi di questa residenza tra padiglioni, stretti sentieri e alberi che offrono, al variare delle stagioni, punti di vista unici.
Anche Walter Gropius studiandola vide nella sua struttura modulare degli spazi e nell’assenza di decorazioni un chiaro collegamento con il Modernismo e l’architettura occidentale dell’epoca, definendola un chiaro esempio di “modernità”.

Io ho potuto FINALMENTE visitarla (e fra poco capirete perchè) durante il mio ultimo viaggio, nella stagione dei Momiji (l’autunno con le foglie di acero che colorano di un rosso infuocato Kyoto).

Come raggiungere la villa

Per raggiungere la destinazione con il trasporto pubblico i modi sono due:

1. Dalla Stazione centrale di Kyoto, si può prendere l’autobus numero 33 fino alla fermata “Katsurarikyu mae” e poi camminare per circa 10 minuti.

2. Si può prendere la metropolitana in direzione Kokusaikaikan e cambiare alla stazione di Karasuma, prendendo la Hankyu Line in direzione Osaka e scendendo a Katsura Station; da lì si può prendere l’autobus numero 33 fino alla fermata “Katsurarikyu mae” e poi camminare per circa 10 minuti.

L’accesso alla villa

La visita a questa “gemma” non è banale ed immediata: non basta, infatti, semplicemente recarsi sul luogo, leggermente isolato dalla città, ma è obbligatoria la prenotazione, i posti a disposizione sono limitati e gli orari d’ingresso sono pochi.
Inoltre i visitatori devono essere maggiorenni e una volta che la prenotazione è stata accettata non la si può cambiare.

Ci sono due possibilità per prenotare la visita:
1 . on-line tramite questo link (in inglese): sankan.kunaicho.go.jp/english/guide/katsura
Questo metodo va utilizzato con molti mesi di anticipo, poichè i posti sono pochi e la procedura non è semplice, quindi il consiglio è quello di provarci non appena decidete di partire per il Giappone e siete sicuri del periodo di soggiorno a Kyoto.

2. dirigendosi personalmente allo sportello dell’Agenzia della Casa Imperiale nei pressi del palazzo imperiale di Kyoto.
Questo è sicuramente il metodo più facile ed utilizzato, ma anche in questo caso non è detto che riusciate ad ottenere la prenotazione, come infatti mi è capitato: non appena arrivato in città, la prima cosa che abbiamo fatto, io ed i miei due amici, è stata recarsi proprio qui, dove una gentilissima signora ci ha informato che non ci sarebbe stato alcun posto disponibile se non prima di 2 settimane.

Quindi che cosa fare in questo caso?
Se siete ostinati e non volete assolutamente perdervi questa occasione, l’ultimo tentativo che potete fare è recarvi alla villa al mattino presto e mettervi in coda: vengono infatti resi disponibili 60 ingressi, non uno di più e non uno di meno, suddivisi in 3 gruppi da 20 persone e per 3 diverse fasce orarie (11.00, 13.00 e 15.00).
Il consiglio è di arrivare davvero presto perchè per le 8.30-9.00 la coda è già piena ed è inutile provare a chiedere di fare un’eccezione se parte del vostro gruppo rimane escluso (ho visto coi miei occhi 3 persone che hanno dovuto rinunciare perchè erano rimasti solamente gli ultimi 2 posti liberi); anche la fascia oraria che vi verrà assegnata dipende dal vostro posizionamento all’interno della fila, quindi se arrivate per ultimi non avrete possibilità di scelta.
L’assurdità, da un punto di vista prettamente italiano, è l’incredibile e rigorosissimo rispetto che hanno gli addetti della villa alle procedure, in perfetto stile giapponese: infatti una volta che vi sarete messi in fila e avrete ricevuto il tagliando con la fascia oraria a voi assegnata, anche se tutti e 60 i posti vengono assegnati, non ci si può allontanare e bisogna attendere le 10.00 prima di potersi registrare, mostrando il proprio passaporto, ed ottenere quindi il biglietto d’ingresso.
Calcolate quindi che perderete almeno mezza giornata, ed essendo in un luogo abbastanza isolato non ci sarà altro da fare; una volta ottenuto il biglietto non vi resterà che gironzolare nel quartiere attendendo pazientemente il vostro orario d’ingresso: noi abbiamo sfruttato l’occasione per trovare un ristorantino e pranzare con calma.

Come si svolge la visita

Prima di tutto, recatevi circa 20 minuti prima dell’orario indicato all’ingresso della villa, poichè vi faranno entrare e depositare eventuali zaini o borse all’interno di coin locker gratuiti e saranno distribuite le audioguide.
Si accede poi a una stanza dove viene proiettato un video, in giapponese e non molto aggiornato coi tempi (la qualità sembrava quella di una VHS!), che racconta la storia della villa.
Dopo di che inizia la visita vera e propria, accompagnati da una guida che parla esclusivamente giapponese (ed è qui che le audioguide diventano fondamentali) e che, fermandosi lungo il percorso in vari punti di osservazione, ripete a memoria (con la stessa cadenza di un robot) la spiegazione di ciò a cui ci troviamo di fronte.
Un addetto alla sicurezza, in fondo al gruppetto di persone, controlla che nessuno si allontani o rimanga troppo indietro.
Il percorso inizia davanti a un basso pino, posizionato appositamente alla fine di un vialetto per non rivelare subito il giardino agli occhi del visitatore ma obbligarlo a camminare per scoprirne la bellezza.
Proprio questo è uno degli elementi che mi ha affascinato maggiormente: la sequenza con cui a poco a poco si snoda il percorso e si rivela il giardino.
Mano a mano che si prosegue col cammino, infatti, si scopre qualcosa di nuovo, prima nascosto alla vista dalla vegetazione, si cambia direzione inaspettatamente oppure si ammirano i vari padiglioni da angolazioni differenti, facendoli scorgere sotto un altro punto di vista.
Questa sequenzialità, in cui il paesaggio cambia ad ogni passo tra stagni, rocce, ponticelli e padiglioni, è una delle caratteristiche principali dei giardino dell’epoca Edo, periodo in cui è stata costruita la villa.
Voluta dal principe Toshihito, ispirato dalle pagine del Genji monogatari (uno dei capolavori della letteratura giapponese), fu terminata nel 1664 dopo oltre 40 anni di lavori.
Vi lascio di seguito alcune foto che ho scattato durante la mia visita, che sono sicuro vi faranno capire, meglio di ogni altra parola, la bellezza del luogo di cui parlo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Instagram

La risposta da Instragram non aveva codice 200.

Follow!

Copyright © Andrea Balzano 2019 • All rights reserved.