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CHI SONO

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Ciao, mi chiamo Andrea (mentre lui è Sake!) e ti diamo il benvenuto su questo blog.
Ho deciso di iniziare a scriverlo perchè mi sono accorto che se c’è una cosa di cui non mi stanco mai di parlare, interessarmi e consigliare agli amici, questa è il Giappone: la cultura, l’arte e il design, il cibo, la lingua, le differenze culturali e potrei continuare all’infinito.
Una notte all’1.30 mi sono svegliato e mi sono detto che avrei dovuto iniziare a scrivere per condividere con voi tutto ció che mi appassiona e che spero possa suscitare anche in voi interesse e curiosità.
Ho preso dei fogli e ho iniziato a riempirli di argomenti di cui mi piacerebbe parlare e ho continuato fino alle 3 del mattino: mi sono dovuto fermare o questo non sarebbe più stato un blog ma un’enciclopedia!
Spero che gli articoli possano farvi appassionare a questo paese così distante, come nel tempo lo è stato per me.

Se sei arrivato su questo blog e ti stai chiedendo da dove nasce questa mia passione, questa è la mia storia:

Era il 2009, Frequentavo il mio ultimo anno di università alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano e avevo una gran voglia di “cambiare aria” e staccarmi dalla mia routine monotona studio-casa-amici.
A quel tempo, divorando serie tv in streaming, desideravo tantissimo andare negli Stati Uniti, da sempre un mio grandissimo sogno.
L’occasione si è presentata grazie alla possibilità di fare uno scambio interculturale (simile all’Erasmus, ma extra-Europa) e, tra le tante destinazioni disponibili, ci si poteva applicare per l’università di Providence, nel Rhode Island.
Dovendo indicare anche una seconda possibile destinazione preferita ho deciso di scegliere Tokyo, più per la distanza dall’Italia e la fama che per reale interesse verso il Giappone, di cui a parte aver guardato i cartoni animati durante l’infanzia (Holly e Benji, Ken Shiro, City Hunter, l’Uomo Tigre, Dragonball ecc) non conoscevo praticamente nulla, né avevo mai mangiato per esempio il sushi, dato che non esistevano ancora gli “all you can eat” che ormai oggi troviamo dappertutto.
Per il Rhode Island i posti disponibili erano due, mentre per Tokyo uno soltanto.
Ho quindi preparato il mio portfolio universitario (la raccolta dei miei progetti fatti durante i precedenti 4 anni) e fatto richiesta per il colloquio: lo sostengo in maniera eccellente, dimostrandomi molto preparato e ricevendo i complimenti dal professore che decideva la graduatoria finale; quando mi saluta le sue parole sono state:

Sei sicuramente la prima scelta.

Esco felicissimo e attendo l’esito dei risultati che arriva dopo qualche giorno: non sono nei due posti disponibili.
Tento inutilmente di contattare il professore chiedendo di provare a fare un’eccezione e chiedere un terzo posto all’universitá, ricevendo solo una risposta circostanziale e l’augurio di trovare una seconda destinazione.
A questo punto vi dovrebbe venir naturale pensare che sono quindi finito a Tokyo: e invece no, perchè l’unico posto disponibile è stato probabilmente assegnato alla persona che l’aveva indicata come prima scelta.
E quindi?
Nell’email ricevuta in cui venivano annunciate le graduatorie, sul fondo c’era scritto che tutti quelli che, come me, non erano stati selezionati, avevano la possibilità di scegliere un’altra destinazione: insomma quelle dove nessuno aveva indicato una preferenza o voleva andare.
Mi sono quindi presentato per la seconda volta e ho notato che su ben 5 (!!!) posti disponibili, nessuno aveva scelto l’università di Fukuoka.
Da lì in poi posso sinceramente dire che la mia vita ha preso una direzione del tutto opposta a quella che mi ero immaginato.

Dall’aprile del 2010 a settembre dello stesso anno ho passato uno dei periodi piu belli della mia vita, conosciuto amici che ancora oggi frequento e coi quali, anche se li rivedo a distanza di anni, sembra che il tempo non sia mai passato (a loro è dedicato il nome del blog “Gaijin Riders”); ho visto posti fantastici e sono stato pervaso da tutto ció che riguarda questo paese.
L’esperienza Giappone ha influenzato tutti gli aspetti della mia vita, dalle amicizie che ho stretto una volta tornato in Italia, i posti che frequento la sera, gli oggetti che ho in casa, gli hobby, il mio lavoro… Tutto!

Ho avuto la fortuna di tornarci durante l’estate del 2014 e nell’autunno del 2017, ma ovviamente non saranno le ultime volte che torneró a visitare questo paese che per me è diventata come una seconda casa.


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